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APPENA INSEDIATOSI ALLA CASA BIANCA, DONALD TRUMP HA RITIRATO GLI USA DAL TRATTATO COMMERCIALE TTP, IL “FRATELLO” DEL TTIP1). TUTTAVIA NON HA MAI DICHIARATO LE SUE INTENZIONI SUL TTIP. I NEGOZIATI SONO FERMI DAL GENNAIO 2017, QUANDO E' STATO DIFFUSO UN COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO CHE SOTTOLINEA LE CONVERGENZE FINORA RAGGIUNTE2) L'UE RITIENE CHE LE TRATTATIVE POSSANO RIPRENDERE DOPO LA STABILIZZAZIONE DELLE RELAZIONI CON IL NUOVO PRESIDENTE3)

Un trattato intrattabile. Il ruolo del Parlamento Europeo

Il Parlamento Europeo - l'unica istituzione UE che rappresenta la diretta espressione della volontà dei cittadini - non è in alcun modo coinvolto nei negoziati per il TTIP. Tuttavia dovrà votare per approvare o respingere il testo definitivo del trattato.

Dunque la Commissione Europea, nella conduzione delle trattative, non può non tener conto delle raccomandazioni del Parlamento Europeo. Esse sono state approvate4) 5) dall'assemblea plenaria l'8 luglio 2015 a Strasburgo. Non contengono alcuna novità significativa rispetto ai criteri finora adottati dalla Commissione Europea nei negoziati per il TTIP.

Il voto sul TTIP era già all'ordine del giorno un mese prima, nel giugno 2015. Il presidente dell'Europarlamento decise però di rinviare tutto6). Il motivo ufficiale faceva riferimento all'alto numero di emendamenti presentati dagli eurodeputati e alla necessità di “scremarli” mediante il lavoro nella commissione parlamentare INTA7), che si occupa di commercio internazionale. La vera - e taciuta - ragione era invece il disaccordo fra S&D8) e PPE9), rispettivamente centrosinistra e centrodestra, i due maggiori schieramenti all'interno dell'Europarlamento.

Per il PPE l'inserimento della clausola ISDS nel TTIP é sempre stato imprescindibile. Gli S&D si sono sempre detti favorevoli al TTIP, ma hanno dimostrato una certa riluttanza10) di fronte alla clausola ISDS. I loro tentativi di attenuare11), sebbene in modo non sostanziale, la clausola ISDS nel TTIP hanno incontrato il veto del PPE.

Il rinvio - dal giugno al luglio 2015 - del voto in assemblea plenaria sulle raccomandazioni relative al TTIP ha concesso a PPE e S&D il tempo necessario per trovare il compromesso: chiedere alla Commissione Eurpopea di escludere la clausola ISDS nel TTIP e contemporaneamente chiedere di inserirvi un meccanismo di risoluzione delle controversie fra Stati ed investitori che rispecchia la sostanza della clausola ISDS. Ovvero, nei desideri della maggioranza del Parlamento Europeo la clausola ISDS rimane nel TTIP, solo che perde questo nome. Su questa falsariga la Commissione Europea ha poi proposto il meccanismo ICS per risolvere le controversie fra Stati ed investitori.

Analisi delle "raccomandazioni" approvate dal Parlamento Europeo

Il punto di partenza per la stesura delle raccomandazioni del Parlamento é stato un rapporto12) approvato il 28 maggio 2015 dalla commissione INTA13) (commercio internazionale) del Parlamento Europeo, nel quale sono confluite le prese di posizioni sul TTIP adottate dalle altre commissioni14) del Parlamento Europeo: ciascuna di esse ha espresso un parere relativo esclusivamente agli aspetti del TTIP che incidono sui settori di propria competenza (dalla pesca agli affari sociali, dall'agricoltura alla sicurezza); la commissione INTA ha tirato le fila di tutti questi lavori preliminari. Il rapporteur, ovvero il responsabile della stesura del testo da presentare all'assemblea plenaria, era Bernd Lange15), un socialdemocratico tedesco.

La relazione uscita dalla commissione parlamentare INTA è stata discussa e votata dall'assemblea plenaria del Parlamento Europeo riunitasi l'8 luglio. In vista di questo, gli eurodeputati hanno presentato numerosi emendamenti16), cioè numerose richieste di modificare il rapporto approvato dalla commissione INTA. Gli emendamenti approvati dall'assemblea (fra cui quello relativo allo "sbattezzo" della clausola ISDS) hanno in gran parte riscritto il testo uscito dalla commissione INTA.

La versione finale17) delle raccomandazioni del Parlamento Europeo relative alle trattative per il TTIP contiene concetti fumosi, vaghi e ripetitivi che contengono la negazione di quel che sembrano enunciare e che, di fatto, non chiedono nessuna modifica sostanziale alla rotta tenuta dalla Commissione Europea.

Trascurando le ripetizioni, i principali contenuti della risoluzione approvata dal Parlamento Europeo sono:

1) le “crisi alle frontiere” dell'UE (Ucraina, Medio Oriente…) “dimostrano la necessità di investire in una governance globale e in un sistema fondato su norme e valori” (nel testo originale al paragrafo D. considerando)

2) poichè “il PIL dell'UE dipende in larga misura dagli scambi commerciali e dalle esportazioni” (paragrafo B. considerando), “l'eliminazione degli ostacoli superflui” al libero commercio é uno degli atti fondamentali “per creare valore aggiunto, pur mantenendo e sviluppando una base industriale forte, concorrenziale e diversificata in Europa” (paragrafo E. considerando)

3) il TTIP dovrebbe costituire uno “strumento a tutela dei lavoratori, dei consumatori e dell'ambiente” ed “è potenzialmente in grado di creare standard, norme e regole che saranno adottati a livello globale” (paragrafo G. considerando)

4) “norme rigorose comuni” all'interno del TTIP sono nell'interesse dei consumatori, ma “la convergenza (normativa fra USA ed UE, ndr) ha anche senso dal punto di vista aziendale, dal momento che i maggiori costi imputabili a norme più rigorose possono essere compensati da maggiori economie di scala in un mercato potenziale di 850 milioni di consumatori” (H. considerando)

5) per l'agricoltura europea é importante “un accordo commerciale con gli Stati Uniti che sia vantaggioso per entrambe le parti, allo scopo di rafforzare la posizione dell'Europa quale attore di primo piano nel mercato globale senza compromettere le attuali norme di qualità dei prodotti agricoli europei né il miglioramento di tali norme in futuro, preservando allo stesso tempo il modello agricolo europeo e garantendone la sostenibilità economica e sociale” (K. considerando)

6) il TTIP dovrebbe essere un accordo ambizioso, “tutelando nel contempo gli standard normativi e la protezione dei consumatori ed evitando il dumping sociale, fiscale e ambientale” (paragrafo 2. a) ii)

7) le trattative dovrebbero basarsi su una “dichiarazione congiunta (di USA ed UE, ndr) che riflette il chiaro impegno dei negoziatori a escludere dall'ambito di applicazione del TTIP gli attuali e futuri servizi di interesse generale, nonché i servizi di interesse economico generale (inclusi, a titolo non esaustivo, acqua, sanità, servizi sociali, previdenza sociale e istruzione)” (paragrafo 2. b) vii)

8) il sistema ISDS va sostituito "con un nuovo sistema per la risoluzione delle controversie tra investitori e Stati, che sia soggetto ai principi e al controllo democratici, nell’ambito del quale i possibili casi siano trattati in modo trasparente da giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti durante udienze pubbliche e che preveda un meccanismo di appello“ (paragrafo 2. d) xv)

Le “raccomandazioni” del Parlamento Europeo sul TTIP sono state approvate con 436 sì (61%), 241 no (34%) e 32 astensioni (5%). Attraverso i verbali della seduta30) e attraverso Vote Watch31) é possibile sapere come si é espresso ogni deputato. Le forze politiche del Parlamento Europeo (fra parentesi i partiti politici italiani che ne fanno parte) avevano dato queste indicazioni: S&D (PD): sì PPE (Forza Italia, Nuovo Centrodestra-Unione di Centro, Sud Tiroler Volkspartei): sì EFDD (M5S) no; ALDE: sì ECR: sì ENF (Lega Nord): no GUE (L'altra Europa con Tsipras): no Verdi: no

Il 14% dei parlamentarti europei, calcola Vote Watch, non ha rispettato le indicazioni di voto del proprio gruppo politico. Per la precisione i franchi tiratori sono stati così distribuiti (fra parentesi i nomi degli italiani): S&D: 56 no (Renata Briano, Sergio Cofferati, Pier Antonio Panzeri, Elli Schlein, Daniele Viotti), 10 astensioni PPE: 2 no, 3 astensioni EFDD: 2 sì, 1 astensione ALDE: 1 no, 11 astensioni ECR: 3 no, 5 astensioni ENF: 1 astensione GUE: 1 astensione

Analisi del voto in assemblea plenaria

Le “raccomandazioni” del Parlamento Europeo sul TTIP sono state approvate con 436 sì (61%), 241 no (34%) e 32 astensioni (5%). Attraverso i verbali della seduta32) (pagine 162 e 163) e attraverso Vote Watch33) é possibile sapere come si é espresso ogni deputato.

Le forze politiche del Parlamento Europeo (fra parentesi i partiti politici italiani che ne fanno parte) avevano dato queste indicazioni:

Il 14% dei parlamentarti europei, calcola Vote Watch, non ha rispettato le indicazioni di voto del proprio gruppo politico. Ecco i numeri dei “ribelli” (fra parentesi i nomi degli italiani):

8)
http://www.socialistsanddemocrats.eu/it; per l'Italia ne fa parte il PD
9)
http://www.eppgroup.eu/it; per l'Italia ne fanno parte Forza Italia, Nuovo Centrodestra-Unione di Centro, Sud Tiroler Volkspartei